La decisione comunicata dal procuratore Lo Voi durante l’udienza davanti al gip Sabatini. La documentazione riguarda anche il ministero della Difesa francese

La strage di Ustica torna al centro dell’inchiesta giudiziaria a Roma. La Procura ha formalizzato il ritiro della richiesta di archiviazione dopo la disponibilità delle autorità francesi a trasferire all’Italia tutta la documentazione relativa alla tragedia del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno causando la morte di 81 persone.

A comunicarlo è stato il procuratore capo Francesco Lo Voi, intervenuto questa mattina nell’udienza davanti al gip Livio Sabatini. La decisione arriva proprio alla luce della nuova apertura annunciata dalla Francia sulla documentazione relativa alla vicenda.

«È arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c’era stata negli anni passati», ha detto Lo Voi in aula. Per il procuratore si tratta di una «riattivazione» destinata ad aprire «un filone con nuove prospettive». Da qui la scelta della Procura di ritirare la richiesta di archiviazione.

Il materiale che le autorità francesi hanno messo a disposizione copre un arco temporale molto ampio, fino ai primi anni Novanta. Tra i documenti figurerebbero anche quelli del ministero della Difesa francese, oltre a file informatici.

La disponibilità è stata formalizzata attraverso una nota dell’ambasciata francese indirizzata al ministero degli Esteri. Il documento è stato quindi trasmesso, attraverso la Presidenza del Consiglio, al ministero della Giustizia e successivamente alla Procura di Roma. Nella stessa comunicazione viene indicata anche la possibilità di soddisfare ulteriori richieste di documentazione che dovessero arrivare dalle autorità italiane.

La richiesta di archiviazione ritirata oggi riguardava due fascicoli, successivamente riunificati, aperti dai pm di piazzale Clodio nel 2008 e nel 2022. Entrambi i procedimenti erano stati avviati contro ignoti.