La Commissione parlamentare d’inchiesta prosegue gli accertamenti sulla scomparsa delle due ragazze romane. Ascoltata una donna che abitava nello stesso palazzo della famiglia Gregori e che aveva il suo numero nell’agenda
La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori continua il lavoro di ricostruzione attraverso l’ascolto delle persone che hanno conosciuto le due ragazze e che possono fornire elementi utili sulle vicende rimaste ancora senza risposta.
Gli ultimi approfondimenti si sono concentrati in particolare sulla figura di Mirella Gregori, la 15enne romana scomparsa il 7 maggio 1983 dopo aver raccontato di aver ricevuto una citofonata da una persona che si sarebbe presentata come “Alessandro”.
Prima di sparire, Mirella aveva detto di dover incontrare una persona e aveva raggiunto un bar per vedere un’amica. Da quel momento della ragazza non si ebbero più notizie.
La Commissione, presieduta da Fabio Roscani, ha ascoltato una donna che all’epoca aveva 21 anni e abitava nello stesso condominio della famiglia Gregori. L’audizione si è svolta in parte in forma secretata.
Uno degli aspetti affrontati riguarda il numero di telefono della testimone, presente nell’agenda di Mirella. La donna ha spiegato di non sapere come la ragazza fosse entrata in possesso del recapito: “Da me non l’ha avuto”, ha dichiarato, ipotizzando che Mirella potesse averlo semplicemente annotato perché la conosceva.
La testimone ha però chiarito che tra loro non esisteva un rapporto stretto: “Conoscevo Mirella a livello di condominio, di appartamento. Non la conoscevo a livello personale”.
Durante l’audizione ha ricordato la 15enne come una ragazza riservata, descritta come “una ragazza con un bel visetto pulito”, ma ha escluso che Mirella le avesse mai confidato qualcosa sulla sua vita privata o sulla sua scomparsa.
Le domande dei commissari si sono concentrate anche sul nome di Alessandro, la persona che secondo il racconto di Mirella avrebbe citofonato quel giorno.
La donna ha raccontato che all’epoca aveva un fidanzato chiamato Alessandro, che lavorava come deejay e frequentava alcune discoteche della zona, tra cui la New Life e il Piper. Ha però escluso che Mirella fosse interessata a quei locali o che le avesse chiesto informazioni per frequentarli.
La testimone ha inoltre escluso che il suo fidanzato si fosse mai fermato nel cortile del condominio o che avesse avuto rapporti con Mirella.
Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il contesto familiare della ragazza. La donna ha spiegato di non essere a conoscenza di contrasti tra la famiglia Gregori e altri abitanti del palazzo, descrivendola come una famiglia normale e ben integrata.
Il lavoro della Commissione prosegue ora per ricostruire tutti gli elementi ancora oscuri delle due scomparse, cercando di chiarire i punti interrogativi rimasti aperti dopo oltre quarant’anni: dalla telefonata ricevuta da Mirella fino alle persone incontrate prima della sua scomparsa.
(con fonte AdnKronos)