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Strage Ustica: ex marinaio Usa, “Battaglia tra caccia nei cieli del 27 giugno 1980″

Torna in auge l’ipotesi che si sia trattato di un vero e proprio conflitto aereo nel Mediterraneo, la causa per il quale fu abbattuto il Dc9 Itavia, in volo da Bologna a Palermo, in quella ormai tristemente famosa vicenda che prende il nome di Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980. A riaccendere i riflettori su tale ipotesi, le parole di Rian Sandlin, l’ex marinaio in servizio quella sera sulla portaerei USS Saratoga, che ha raccontato al giornalista Purgatori, di un conflitto nei cieli italiani sopra Ustica tra caccia americani e libici. Tornano quindi le polemiche, in attesa che la Procura di Roma si ri-interessi al caso, tra le fila di coloro che credono alla tesi della bomba a bordo e coloro che invece credono esattamente alle parole dell’ex marinaio Usa. Giovanardi continua infatti a sostenere che tali rivelazioni siano “panzanate”. A tal proposito ha dichiarato e sarebbe pure ora che “Per arrivare a chiarire rendiamo pubbliche quelle carte, in particolare il carteggio del biennio ’79-’80 dei nostri servizi da Beirut che parlano delle minacce di rappresaglia da parte dei palestinesi, dopo lo stop al Lodo Moro”.
Magari fosse vero che tali carte le rendessero disponibili!

itavia_strage_usticaSi riaccende lo scontro politico, dopo le novità arrivate dagli Usa, sul caso Ustica, con la nuova testimonianza su quanto avvenne il 27 giugno del 1980, la notte in cui il Dc9 Itavia, in volo da Bologna a Palermo, con a bordo 81 persone, sparì dai radar, finendo in mare.

Le parole di Rian Sandlin, l’ex marinaio della portaerei Saratoga, che al giornalista Andrea Purgatori racconta di un conflitto aereo, nel Mediterraneo, tra caccia americani e libici, rilanciano, di fatto, l’ipotesi di un ‘incidente’ di guerra che coinvolse il volo civile italiano. Parole che – in attesa di un interessamento della Procura di Roma – riaprono il dibattito tra chi sostiene la tesi della bomba a bordo e chi pensa che a colpire l’aereo sia stato un missile, forse alleato.

Per Daria Bonfietti, presidente dell”Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica’, “il fatto che due Mig libici fossero stati abbattuti la notte di Ustica lo avevano già detto altri, ma sentirlo dire da un signore che stava sulla Saratoga, che finora gli Usa ci avevano detto stesse in rada, è una novità importante”.

“E’ chiaro che ci sono cose non dette su Ustica, ma il problema non è la verità, perché loro, al governo, sanno qual è la verità, il problema è che non vogliono raccontarla”, aggiunge Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione 2 agosto: “Pensavano con la direttiva Renzi di tacitare la richiesta di verità, ma non hanno fatto il loro dovere fino in fondo, ora basta, diano le carte vere”.

Di cosa “vergognosa” e di “bufala gigantesca”, parla invece il senatore di Idea, Carlo Giovanardi. “Sono falsità – sottolinea – già smentite da sentenze penali passate in giudicato che dicono che non c’è stata alcuna battaglia aerea, nessun missile, nessun aereo in volo”.

Giovanardi non dà alcun credito alle ultime novità. “Ci sono 4mila pagine di perizie internazionali che dicono dov’era la bomba, quando è esplosa e tutti i dettagli – spiega il senatore di Idea – dall’altra parte, invece, abbiamo 27 versioni diverse” che accusano “gli Usa, i francesi, i libici”. “Ho letto cose terrificanti in Commissione Moro – ricorda il senatore che è membro dell’organismo che indaga sulla morte del leader Dc – sui palestinesi che preparavano un terribile attentato, i documenti sono ancora secretati e Gentiloni, che abbiamo chiesto venisse a riferire, non ci risponde”.

“Per arrivare a chiarire rendiamo pubbliche quelle carte, in particolare il carteggio del biennio ’79-’80 dei nostri servizi da Beirut che parla delle minacce di rappresaglia da parte dei palestinesi, dopo lo stop al Lodo Moro”, conclude il senatore di Idea.




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