SEGRETI DI STATO (LR Network)
Il giornale tematico del gruppo Liberoreporter sul periodo più buio della Repubblica italiana

La bara del terrorista, falce e martello, la stella a cinque punte e la bandiera palestinese

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“Foto di Corrado Bertozzi”

Sulla bara dell’irriducibile Prospero Gallinari, fasciata da una bandiera rossa su cui erano impressi falce, martello e una stella a cinque punte, spiccavano gagliardetti palestinesi e una kefiah, a testimonianza degli strettissimi rapporti che legarono le Brigate rosse alle organizzazioni palestinesi.

Le immagini del feretro del terrorista sono eloquenti: simboli di un’ideologia condannata senza appello dalla storia, il comunismo e i suoi regimi totalitari, intrecciati con gli emblemi della causa palestinese che – è bene ricordarlo – nella logica brigatista erano sinonimo di lotta armata e terrorismo su scala internazionale. In questo “affresco” funebre c’è un po’ la sintesi di un’intera generazione che, scegliendo il comunismo come ideale di vita, come fine ultimo per raggiungere la dittatura del proletariato, ha creduto nella rivoluzione, praticando la violenza politica organizzata e l’omicidio come prassi nel perseguimento degli obiettivi politici. Osservando bene il feretro di Gallinari spicca, infine, una macroscopica assenza: il Tricolore. Neanche un piccolo simbolo per ricordare che, dopotutto, era anche un cittadino italiano.

E qui sorge una domanda: per chi ha “combattuto” Gallinari? Per la patria del socialismo reale (l’Unione Sovietica)? Per i suoi satelliti nell’Europa dell’Est? Per i palestinesi?

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“Foto di Corrado Bertozzi”

Le immagini dei funerali di Prospero Gallinari, tenutisi sabato 19 gennaio 2013 nel piccolo cimitero di Coviolo, una frazione di Reggio Emilia, hanno fatto il giro del web. Ha suscitato scalpore e una qualche inquietudine rivedere ex terroristi (Renato Curcio, Bruno Seghetti, Raffaele Fiore, Barbara Balzerani) ormai con i capelli bianchi, intonare con le lacrime agli occhi  l’Internazionale e urlare vecchi slogan, sotto lo sguardo ammirato di ragazzi che negli anni Settanta nemmeno erano nati.

Prospero Gallinari, morto lunedì 14 gennaio 2013 a 62 anni per un infarto mentre usciva in auto dal suo garage sotterraneo in via Fenulli a Reggio Emilia, è stato uno dei fondatori delle Brigate rosse e uno dei personaggi più enigmatici del partito armato. Ha fatto parte del commando di fuoco di via Fani che ha fatto strage dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro, quindi ne fu il carceriere nei 55 giorni del sequestro e per molto tempo è stato ritenuto l’esecutore materiale del presidente della Democrazia cristiana.  Per i suoi trascorsi nella lotta armata fu condannato all’ergastolo.

Gallinari insieme ad Alberto Franceschini, Tonino Loris Paroli e altri giovani reggiani aveva fatto parte del collettivo politico operai-studenti noto come “gruppo dell’appartamento”. In una soffitta di via Emilia San Pietro 25 a Reggio Emilia si radunavano giovani fuoriusciti dal Pci legati a vecchi partigiani col mito della “rivoluzione tradita”, fra gli altri Lauro Azzolini, Franco Bonisoli, Roberto Ognibene, ma anche cattolici del dissenso del gruppo One way come Guido Folloni, futuro ministro dei Rapporti con il Parlamento nel governo D’Alema I (21 ottobre 1998 – 22 dicembre 1999).

Quando dal 4 all’11 agosto 1970 a Costaferrata di Casina nei pressi di Pecorile (Reggio Emilia), il “gruppo dell’appartamento” incontrò esponenti di Sinistra proletaria e alcuni studenti di sociologia di Trento (tra cui Renato Curcio e Mara Cagol), nacquero ufficialmente le Brigate rosse.

Prospero Gallinari è stato un irriducibile, non rinnegando mai le sue scelte, la sua esperienza rivoluzionaria, i suoi delitti. Questa “coerenza” gli è stata riconosciuta nel comunicato che il Centro sociale autogestito Laboratorio Aq16 di Reggio Emilia ha diramato alle redazioni dei giornali. Riportiamo alcuni stralci del documento firmato dai compagni e dalle compagne reggiane:

«Prospero era un militante rivoluzionario del quale rimarrà alla storia la coerenza di tutto il suo trascorso politico: il movimento a Reggio, la latitanza, gli scontri a fuoco, gli anni di carcere fino all’ammissione della sconfitta di una ipotesi rivoluzionaria che ormai in pieni anni 80 risultava aliena ad un mondo che cambiava repentinamente. Prospero era con noi sabato sera al Laboratorio aq16 durante una cena raccolta fondi, lo vogliamo ricordare così, sorridente a tavola con la sua compagna ed i suoi amici degli ultimi anni. Complesso ma interessante sarà spiegare ai ragazzi che manifestavano nei cortei studenteschi di quest’autunno e che oggi animano il centro sociale chi era quel signore sorridente che cenava con noi sabato sera, e quale era il fuoco che muoveva la generazione di militanti di cui faceva parte […] noi vogliamo ricordare Prospero come un uomo, un rivoluzionario del suo tempo che fece una scelta e la portò in fondo fino alla fine senza scorciatoie, con limpidezza pagando per intero questa scelta, consapevole che in guerra c’è chi vince e c’è chi perde. Ciao Prospero».

Semplice dovrebbe essere invece, in un Paese democratico e civile, spiegare ai ragazzi di oggi che la scelta di violenza che fece Gallinari e con lui centinaia, migliaia di altri “giovani” fu sempre e comunque sbagliata. Quel “signore sorridente” e i suoi sodali di allora tolsero il sorriso e la vita a ragazzi, uomini, donne che avevano il solo torto di non pensarla come loro, che fossero servitori dello Stato, politici o semplici e comuni cittadini.

Non passerà mai per il nostro disgraziato Paese il tempo dei “cattivi maestri”?

Gabriele Paradisi e Gian Paolo Pelizzaro

 




13 thoughts on “La bara del terrorista, falce e martello, la stella a cinque punte e la bandiera palestinese

  1. Agostino

    Vorrei fare una precisazione. Gallinari era al servizio non solo dell’URSS e dei palestinesi ma anche della CIA e del mossad.
    Questo è un esempio di pseudo giornalismo lontano dai fatti. fare delle illazioni sulla base di una bandiera che non c’è (ed i cui motivi sono più che evidenti) è fare dietrologia di bassa lega.
    Gli “strettissimi rapporti” che avrebbero legato le br ai palestinesi sono evidenti per gli autori: e come mai tutt’oggi nelle manifestazioni noglobal, anti-americane e di contestazione in generale contro l’ordine mondiale si vedono spesso bandiere palestinesi? E’ forse perchè ancora oggi dietro i no-tav ci sono i militanti di fatah? O forse perchè essendo i palestinesi un popolo martoriato ed in lotta per una loro terra potrebbero rappresentare un simbolo della lotta contro l’imperialismo (scusatemi il linguaggio non adeguato ai tempi, ma è necessario per intenderci)?
    che poi dopo moro vi siano stati dei contatti è tutt’altra cosa. le br avevano guadagnato una credibilità internazionale che le mise al centro della “rivoluzione mondiale”.

    L’ennesima dimostrazione che la verità non la si vuole accettare, si preferisce sguazzare nel torbido con tentativi più o meno intelligenti di deviare dalla realtà. In questo caso, tra i meno intelligenti.
    Gallinari faceva parte di un gruppo di cittadini italiani che ha combattuto lo stato con le armi, ha commesso dei crimini, ha perso, ha pagato e non ha mai rinnegato nulla o rimpianto le sue scelte.
    Questo non può essere accettato, soprattutto se portato avanti da operai o contadini (per quanto in minoranza che fossero)

    Si chiedano gli autori, i gentiluomini dell’estrema destra che mettevano le bombe in nome di un ritorno di un idillio fascista, a nome di quale stato le mettevano. E dicano chiaramente, soprattutto, se ne condividevano l’ideologia fascista (non parlo dei crimini)

  2. Kamadora

    Gabriele Paradisi é semplicemente un uomo corretto e onesto. E’, a quanto ricordo, uomo di sinistra. Quindi non é appropriato fare confronti con quell’altra becera ideologia fascista. E’ un vizio tutto italiano rispondere col benaltrismo, l’unica ideologia usata per controbattere: c’é il comunismo? Si, però c’é anche il fascismo. Non mi piace.

  3. Gabriele Paradisi

    Sig. Agostino, sulla bara di Prospero Gallinari c’erano forse la bandiera degli Stati Uniti o quella di Israele? Lei ha qualche elemento documentale che attesti il fatto che Gallinari fosse in combutta con la Cia o col Mossad? In caso affermativo la invito a produrre tali prove e soprattutto la invito a metterne a conoscenza i compagni di Reggio Emilia che ospitavano Gallinari nelle cene di autofinanziamento. Viceversa sono tante e inconfutabili le prove dei rapporti militari tra le Brigate rosse (proprio quelle di Mario Moretti e Gallinari) con le organizzazioni terroristiche palestinesi. Dunque, come può ben capire, il nostro articolo aveva concreti elementi a cui ispirarsi. Per quanto riguarda le bombe fasciste le ha già risposto cortesemente ed in maniera esauriente il signor Kamadora. Qui stavamo parlando di tutt’altro e comunque la sfido a trovare qualche nostra dichiarazione o scritto, qui o altrove, nel quale noi si sia mai giustificato un atto di violenza tantomeno politica. L’ideologia cieca, di qualsiasi colore, non ci appartiene.

  4. HaDaR

    Il Sig. Agostino col suo commento ha dimostrato, ancora una volta, quanto siano radicati nella cultura dominante in Italia l’antisemitismo e l’antiamericanismo, comuni alle matrici cattolica, comunista e fascista.

  5. Agostino

    @Kamadora
    Infatti non alludevo a Paradisi ma a Pellizzaro che all’estrema destra si richiama. E poi al fatto che in un blog che si chiama “segreti di stato” i segreti riguardano prevalentemente la “cattiva sinistra” con il tentativo (tipico di chi ha l’ideologia della destra più estrema) di far passare il concetto che gli italiani erano brava gente e che il “male” è stato creato e diretto dalle “centrali del diavolo” ovvero l’URSS e il KGB (ovviamente passando per i loro bracci armati palestinesi). Non è benaltrismo il mio. Ma vorrei solo capire meglio da quali pulpiti provengono le prediche.

    @paradisi
    Non la vedo molto informato, o forse, molto memore. Molti studiosi dicono che Hyperion fosse una centrale della CIA (lo dice De Lutiis, ad esempio, stimato storico) che aveva lo scopo di controllare i gruppi terroristici europei infiltrandoli e manipolandoli. E poi non fu il Mossad a far pervenire a Moretti (tramite l’avvocato Levati) la soffiata dell’arresto di Curcio? Quindi potremmo facilmente dedurne che Moretti (e quindi Gallinari) fossero al diretto servizio di CIA e Mossad. Tutte boiate. Ma è facile fare (e soprattutto rifare) la storia con i forse, i sembra, i si mormora e adattarla alle proprie esigenze politiche.
    “tante e inconfutabili” le prove di un rapporto militare tra le BR e i palestinesi… Mi scusi, lei il secolo scorso, dove viveva? Immagino sulla terra e quindi sarà a conoscenza del fatto che, in nome di un’internazionale anti-imperialista, la lotta dei palestinesi era al centro di traffici di armi internazionali. E che i gruppi internazionalisti (ETA,IRA, RAF, ZR, Giapponesi, ecc.) attingevano armi e denaro dalla guerriglia palestinese? E in nome di queste forniture offrivano militanti per le azioni palestinesi che miravano a far parlare nel mondo della “causa palestinese”. Le BR, però, erano operaiste e anti-capitaliste e non avevano nessun interesse politico alla questione orientale. Guardavano casa propria ma il problema delle armi, in una rivoluzione, è serio e quindi gli approvvigionamenti arrivavano anche dal canale internazionale. Poi, dopo Moro, le BR hanno acquisito un credibilità internazionale che ha portato ad incontri, tentativi di collaborazione. Ma io a memoria non ricordo azioni, assalti, uccisioni ecc. in cui siano stati coinvolti militanti palestinesi (o dell’internazionale) e brigatisti. Questo per me vuol dire “rapporti militari” viceversa parliamo di forniture.
    “giustificato un atto di violenza tantomeno politica”. Quando parlo dell’ideologia dell’estrema destra, forse fa finta di non capire. Io non parlo di strategia, ma di ideologia. Come mai nel vostro blog si parla solo di azioni riconducibili all’ideologia armata di sinistra? Vorrebbe il sig. Pellizzaro dire con chiarezza se l’ideologia fascista è davvero becera come la definisce kamadora nel suo post?

    @HaDaR
    Da cosa sentenzia che le mie parole siano antiamericane o antisemite? Forse dal fatto che parlo di “lotta palestinese”? Ma la palestina è o non un territorio occupato? Lei riconosce il diritto ad un popolo di lottare per la propria terra? Poi politicamente la possiamo girare come vogliamo (quelli sono terroristi e fanno gli attentati allora gli altri rispondono con la mano dura per difendersi ecc.) ma resta il fatto che la lotta del popolo palestinese era autentica in quel periodo. Sicuramente qualcuno ci ha sguazzato dentro per guadagnarci o per averne dei vantaggi politici, ma di lotta di liberazione si trattava. Possiamo discuterne i mezzi ma non li possiamo giudicare adesso quando il contesto storico è cambiato. Infatti successivamente si è capito che era meglio arrivare ad un accordo. Ma gli integralisti violenti ci sono anche in israele: Rabin non l’ha mica ammazzato un palestinese. Antiamericanismo? Mah, sarà un trauma legato all’infanzia il suo ma se l’antiamericanismo lo deduce dal fatto che ho scritto che Gallinari era al soldo della CIA, allora non ha capito la mia ironia. Però resta il fatto che l’italia è sempre stata colonia statunitense e lo ha affermato recentemente lo stesso maletti in un’intervista. E non mi sembra che maletti fosse comunista, ma filo-israeliano.

  6. Agostino

    Complimenti! Vedo che siamo passati alla censura. Buono a sapersi. Del resto è facile tappare la bocca agli altri per affermare le proprie idee. In questi casi si ha sempre ragione. Peccato che ricordi ideologie e anni passati che tanti danni hanno portato al nostro paese ma che, nonostante tutto, trovano ancora proselitismo. Il vostro sito, si vede, fa parte di quella storia…

  7. Agostino

    La mia protesta era dovuta al fatto che dopo 4 giorni il commento era ancora in fase di approvazione.

    @Pelizzaro. Devo constatare (ma non ne avevo dubbi) che i fascisti che sono dietro al sito (ed in particolare il dott. Pelizzaro) non si esprimono. E’ tipico dei fascisti: mettere la bomba e nascondere la mano. Neanche la dignità di difendere le proprie idee.
    Non hanno dignità, ma per fortuna gli è rimasta una qualità: la vergogna.

    Difficilmente questo commento troverà risposta, ma la norma del silenzio-assenso mai fu più appropriata…

    1. redazione Post author

      Se il nostro paese è in queste condizioni, lo dobbiamo anche a gente come Lei, che è ancora lì, immobile, con le lancette dell’orologio ferme su posizioni vecchie di decenni, senza alcuna possibilità di miglioria. Fa bene Pelizzaro a non entrare in polemica con i sordi e i ciechi. Tempo perso. Anche la formuletta finale del silenzio-assenso è un capolavoro di tecnica, trita e ritrita. Rido, ben sapendo le mie origini, ed oggi mi trovo d’un tratto a esser fascista dietro a un sito, addirittura mettendo bombe e nascondendo la mano. Quando non si sa che dire, si usa dare del fascista: più o meno come Silvio che vede comunisti in ogni dove. Non siete tanto dissimili da coloro che criticate. Auguri Agostino.
      Gaetano Baldi

      1. Agostino

        strano blog questo. Dove uno risponde per conto di un altro, e magari anche a sua insaputa…

        Partendo dal delirante articolo in questione, ho posto delle domande. Sono stato aggredito come se stessi offendendo chissà quale somma inchiesta.

        Ho replicato con puntualità alle approssimative critiche che mi erano state mosse (addirittura scomodando l’antisemitismo, e poi sarei io quello che “le lancette dell’orologio ferme su posizioni vecchie di decenni”…).

        Ho chiesto, e credo di averne il diritto, una conferma di una cosa che si sa già: chi firma molte delle inchieste che sono pubblicate sul sito condivide l’ideologia fascista che un altro lettore definiva “becera”?
        Per regolarmi, sa? Mica per altro.
        Perchè chi entra in questo sito sappia che quando si parla (molto) di lotta armata di sinistra va a finire che i cattivi erano pilotati (o venivano direttamente) da oltre cortina mentre quando si parla (poco) di bombe di estrema destra ci si attiene ai documenti ufficiali e non si entra nel merito dei singoli militanti.
        Tutto qui.

        Mi scusi, chi l’ha chiamata in causa come fascista sig. Baldi? Io ho fatto un nome e cognome e quindi non mi venga a dire che “quando non si sa che dire, si usa dare del fascista”. Non è proprio il mio caso.

        Guardi che “le lancette dell’orologio ferme su posizioni vecchie di decenni” lo sono proprio per blog come questi dove si buttano li una manciata di argomentazioni da bar pur di insinuare (ma secondo Paradisi esisterebbero documenti inoppugnabili) che dietro ad uno dei maggiori esponenti della lotta armata di sinistra si celassero Stati e potenze straniere che ne dirigevano pensiero e azione.

        Vorrei far notare che molti dei terroristi di destra fanno delle vite agiate, sono espatriati e hanno fatto affari mentre quelli di sinistra se la passano davvero male.
        E chi aveva le spalle coperte?

        1. redazione Post author

          La sua frase mi ha tirato in ballo: Devo constatare (ma non ne avevo dubbi) che i fascisti che sono dietro al sito (in particolare Pelizzaro)

          Questo non è un blog, ma una testata giornalistica. In quanto a delirio, se così fosse, siamo in buona compagnia.

  8. HaDaR

    È incredibile come la mentalità fascista – e antisemita – sia diffusa in Italia in modo trasversale e come la gente si beva da quasi cent’anni la propaganda piú assurda… Il fascismo non è finito con la resistenza, nè nel 1946 con il referendum per la repubblica, né nel 1948 con la costituzione. Purtroppo il fascismo è entrato nel DNA degli italiani in modo trasversale, a destra quanto a sinistra: non a caso si puó avere come presidente del Consiglio un Fanfani che era teorico del Corporativismo Fascista e firmatario del Manifesto della Razza (come Giorgio Bocca, del resto) e un Presidente, Napolitano, che nel 1944 era leader dei Gruppi Universitari Fascisti a Padova e nel 1941 scriveva articoli di lode dell’Operazione Barbarossa e dell’Asse Roma-Berlino e del Nazismo. Questo e’ stato il danno peggiore, la sinistra crede erroneamente di esserne immune, ma ci è dentro fino al collo. Non parlo solo delle singole persone, ma della politica della sinistra in generale, dei suoi schemi ideologici e delle sue scelte. Intorno ad un Terracini che strappo’ la tessera del partito quando l’URSS invase l’ungheria, c’era una sinistra che appoggiava i carrarmati del regime fascista tinto di rosso. Non e’ fascismo questo? Non è forse fascismo quello di Craxi con quella patacca dell’ora di religione nella scuola che è ancora una scuola fascista? Una scuola dove la storia che s’insegna parla degli ebrei in modo scandaloso?… Si bevono quindi balle propagandistiche tipo quella del “popolo palestinese”, inventato per ragioni propagandistiche, inesistente e indistinguibile, per lingua, cultura e origine (che sono ciò che fa un popolo) dal resto degli arabi che attorniano Israele. INFATTI, immigrarono clandestinamente da Egitto, Sudan, Hedjaz, Transgiordania, Bosnia, Afghanistan, Iraq, DOPO che gli Ebrei cominciarono a tornare A CASA in massa nella seconda metà del XIX Sec. E.V. e codesti vi trovarono lavoro in agricoltura. Le cartine dell’epoca e le foto aeree dell’inizio sec. XX dimostrano che il 90% dei villagi arabi di cui parlano NON ESISTEVANO e furono creati DOPO, A RIDOSSO DI QUELLI EBRAICI
    (vedi: http://www.eretzyisroel.org/~peters/ , dove sono riprodotte parti di un testo universitario di saggistica che fu best seller in Inglese, ma che non fu mai neppure tradotto in Italiano).
    Ovviamente non leggono lingue straniere codesti fascisti rossi o neri provincialissimi e penosi, altrimenti ne saprebbero di piú, tipo:
    http://www.jihadwatch.org/2012/04/hamas-official-admits-palestinians-are-invented-people-says-half-are-egyptians-and-half-are-saudis.html
    Ma a volte si trovano le cose anche in siti in Italiano, http://www.focusonisrael.org/2007/12/02/il-popolo-palestinese-non-esiste/ ,come questa, scritta da Zahir Muhsein, membro del Comitato esecutivo, ovvero del governo dell’OLP, il 31 Marzo 1977 in una intervista al giornale olandese “Trouw”:

    “Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solo un mezzo per continuare la nostra lotta contro lo Stato d’Israele per la nostra unità araba. In realtà non c’è differenza fra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Solo per ragioni politiche e strategiche oggi parliamo di dell’esistenza di un popolo palestinese, visto che gli interessi arabi nazionali richiedono che venga creato un distinto “popolo palestinese” che si opponga al sionismo. Per motivi strategici, la Giordania, che è uno stato sovrano con confini definiti, non può avanzare pretese su Haifa e Jaffa mentre, come palestinese, posso indubbiamente rivendicare Haifa, Jaffa, Beer Sheva e Gerusalemme. Comunque, appena riconquisteremo tutta la Palestina, non aspetteremo neppure un minuto a unire Palestina e Giordania“

    Altro che “terra occupata” dagli Ebrei! Si dovrebbe parlare di diritti inventati da un non-popolo!
    A parte che quella terra fu chiamata “Palestina” proprio in senso antiebraico dall’Imperatore Adriano, che piú imperialista si muore, dopo averne ESILIATO 3/4 della popolazione autoctona, gli Ebrei, imperatore che volle CANCELLARNE il nome Ebraico e dargliene uno sulla base di un popolo greco-fenicio ESTINTO, i Filistei, che era stato nemico mortale degli Ebrei. L”operazione culturale di cancella zione dell’Ebreo è stata portata avanti in Italia in modo MOLTO radicale, IN TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO.
    Infatti, gli Ebrei appaiono nei manuali di Storia Antica e poi SPARISCONO, per riapparire solo – chissà da dove – con la Shoah, cancellando 20 secoli di ricchissima produzione culturale e letteraria, nonché anche sei secoli di resistenza armata ai Romani che si concluse CON U SACCO DI PROBLEMI in Cirenaica solo nel VII Sec. E.V.
    Poi, fino al 1948, il termine PALESTINESE era usato SOLO PER GLI EBREI che vivevano in Terra d’Israele, addirittura nei documenti ufficiali del Mandato Britannico (come i passaporti dell’epoca, come quelli di diversi amici, dimostrano).
    Fu usurpato anche il nome, oltre che la terra, che hanno il coraggio didefinire occupata, contro ogni legge internazionale (vedi IV Convenzione di Ginevra), cosí come fu usurpata la decisione della Conferenza di San Remo del 1920-1922 in cui fu stabilito da quello che era allora l’ONU di creare “uno stato ebraico” nel territorio affidato allo scopo alla Gran Bretagna, conosciuto come il “Mandato”. La Gran Bretagna, a cui interessava molto di piú il petrolio che gli Ebrei, diede il 78% di tale territorio ad uso ESCLUSIVO degli arabi, proibendone la residenza agli Ebrei, e nel 1926 fu creato lo Stato di Giordania (dove agli Ebrei è proibito per legge risiedere e dove c’è la PENA DI MORTE per chi vende proprietà ad Ebrei).

    Ma io, ovviamente, devo essere il male assoluto per i fascistelli rossi e neri che possono scrivere certe cose, in quanto: 1) sono Ebreo; 2) sono Israeliano; 3) sono ANCHE Americano.
    LA mia opinione sulla cosa l’ha sintetizzata MOLTO bene una certa Aurora, che commentava un bell’articolo a proposito di certa gentaglia su http://bugiedallegambelunghe.wordpress.com/2013/01/25/cuore-nero-bandiera-palestinese-in-mano/
    Il commento, che condivido appieno era il seguente:
    “La distinzione all’italiana fra “destra” “sinistra” non ha mai avuto senso nel XX Sec.
    Infatti, non tiene conto della matrice socialista, rivoluzionaria e anticapitalista sia del comunismo, sia del fascismo, sia del nazismo (nazional-socialismo: Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi).
    La storia del riconoscimento immediato da parte di Mussolini dello Stato Sovietico e dell’alleanza Germano-Sovietica del 1939 (per la spartizione della Polonia ma non solo), che nel 1940 fu a un passo dal diventare l’Asse Berlino-Mosca-Roma (non lo divenne solo a causa della megalomania hitleriana), dovrebbe dimostrarlo ampiamente. Codesti rigurgiti [nazional-comunisti, fascio-comunisti, social-fascisti] che fate fatica a capire, non sono che qualcosa che è sempre esistito e per voi rappresenta confusione ideologica. Se solo vi ricordaste, per esempio, che Mussolini fu direttore del quotidiano socialista L’Avanti, e che Bombacci fu prima fra i fondatori del PCI e poi divenne fascista, sareste piú facilitati. Non furono due casi isolati: la matrice culturale era la stessa ed infatti permise alla maggioranza degli italiani di essere entusiasti sostenitori del fascismo prima, e poi antifascisti, senza peraltro cambiare mentalità.
    L’analisi anglo-sassone, specialmente statunitense, della natura dei regimi politici dittatoriali che hanno piagato l’Europa del XX Sec., è molto piú corretta e permette anche di capire meglio l’ossessione antisemita dei rossi, bruni e neri, in quanto si basa sulla distinzione di base di libertà (anche economica, nel liberismo) contro la limitazione della libertà da parte dello stato.
    In economia, o si pratica la libertà d’impresa nell’economia di mercato, o si controlla l’economia attraverso lo stato. Questa è la distinzione di base. La sinistra, bianca, rossa, bruna o nera, vuole il controllo. La destra non lo vuole.
    I comunisti sono per un’economia dove lo stato è il padrone dei mezzi di produzione e dirige la produzione; i cattolici, i fascisti, i nazional-socialisti e con gradazioni diverse socialisti e socialdemocratici, permettono la proprietà privata ma è lo stato a decidere e dirigere la direzione e quantità della produzione.
    Il loro nemico mortale è in tutti i casi il liberalismo, con il suo corollario di liberismo economico.”

  9. Gabriele Paradisi

    Signor Agostino, il silenzio non sempre è sinonimo di assenso o di imbarazzo. A volte, come in questo caso, assume il significato di noncuranza. Come a dire, stendiamo un velo pietoso su miserabili parole offensive e diffamanti. Ma per evitare che qualcuno interpreti male, intervengo direttamente per risponderle. Dietro a Segretidistato non ci sono fascisti ma seri ricercatori che liberi da ogni ideologia cercano di fare un po’ di chiarezza su eventi tragici che fino ad oggi sono stati trattati a senso unico e partigiano. Sulle stragi dal 1969 al 1985, ad esempio, esistono migliaia di libri e di articoli che ci raccontano una “verità” ben precisa, prodotta da una storiografia che nemmeno di sfuggita ha pensato o voluto prendere in considerazione scenari diversi da quello che vede al centro di ogni nefandezza avvenuta nella nostra disgraziata Repubblica, elementi a tutti noti. Ho più di cinquant’anni e da sempre sento parlare di Cia, di circoli oltranzisti atlantici, di massoneria, di neofascisti, etc, etc… In altre parole di “strategia della tensione”. E ogni volta, da quarant’anni in qua, mi sento ripetere che entità criminali e oscure (oscure fino ad un certo punto in quanto poi si fanno con precisione anche nomi e cognomi, Andreotti, tanto per dirne uno su tutti), hanno fatto di tutto per celare queste responsabilità. Già questo è di per sé un paradosso: lo scenario ci viene ripetuto come un mantra ma nello stesso tempo ci viene detto che si tratta di una verità inconfessabile, un segreto gelosamente custodito e via discorrendo. Questa storiografia di cui sto parlando, non ha mai minimamente preso in considerazione tutti i giocatori che hanno operato (e operano) sul campo. Una semplificazione, mi deve concedere, che non può più reggere, soprattutto oggi che, a distanza di decenni, cominciano finalmente ad aprirsi gli archivi ed emergono i documenti. L’Italia è ed è stata una terra di confine. Tra est e ovest, quindi tra i blocchi sovietico e occidentale, ma è stata ed è anche terra di confine tra nord e sud, quindi tra Europa e Nord Africa (Paesi arabi e Medio oriente). Non solo. Anche all’interno del blocco occidentale, c’erano e ci sono potenze che hanno perseguito, legittimamente anche se magari non sempre con mezzi leciti, i loro interessi. Ma qui interviene un argomento complesso e che non possiamo di certo affrontare ora e cioè la “ragion di Stato”. Il tema è stato egregiamente affrontato nel nostro libro “Dossier strage di Bologna. La pista segreta”, e se avrà pazienza e voglia potrà approfondirlo leggendo quelle pagine, Dunque, tornando al punto, voglio dire che non credo sia possibile leggere e interpretare la storia degli anni Settanta senza inserirvi anche i protagonisti così generosamente fino ad oggi trascurati: l’Unione sovietica e suoi servizi, i Paesi del patto di Varsavia ed i loro rispettivi servizi, i Paesi arabi, i palestinesi, la Gran Bretagna, la Francia, etc, etc…
    Non so se ha notato, ma lo schema storiografico che sto qui contestando, le stragi che non riesce per forza di cose a inquadrare nel modello suindicato, semplicemente le ignora e le cancella. Mi riferisco ad esempio alle stragi compiute (senza dimenticare quelle tentate e fallite) dai palestinesi, da sempre icona sacra e intoccabile della sinistra.
    Per concludere e rispondere alle sue considerazioni quindi, le faccio notare che questo portale sta cercando, con metodo e rigore documentale, di colmare questa carenza che io credo oggettiva.

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